Max D 13
Silvio 11
Stipe 10
Dado 8
Rob 8
Antonello 8
Sciain 8
Davide 7
La Lega Basket ha
ufficializzato il calendario della Regular Season della Serie A Unipol 2024-25.
Si prosegue con il calendario
asimmetrico che presenta il girone di ritorno diverso da quello della andata, puntando
sull’obiettivo di garantire maggiore flessibilità e spettacolarità durante la
stagione.
LE DATE DELLA REGULAR SEASON
Si inizia domenica 29 settembre con il primo
turno, preceduto dalla Frecciarossa Supercoppa 2024 Presented By Unipol in
programma all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) sabato 21 e
domenica 22 settembre. Le semifinali dell’evento inaugurale della stagione
2024/25 prevedono le sfide tra i campioni d’Italia dell’EA7 Emporio Armani
Milano e l’Umana Reyer Venezia mentre il Napoli Basket, vincitrice dell’ultima
edizione della Frecciarossa Final Eight, affronterà la Virtus Segafredo Bologna.
L’ultimo turno di regular season è previsto
per domenica 11 maggio mentre il girone d’andata si concluderà domenica 12
gennaio.
La prima riedizione in campionato delle ultime
LBA Finals tra EA7 Emporio Armani Milano e Virtus Segafredo Bologna è in
programma per il turno dell’8 dicembre all’Unipol Forum mentre il ritorno alla
Segafredo Arena si disputerà il prossimo 2 marzo. Biancorossi e bianconeri
cominceranno la propria regular season di Serie A sui campi delle due
formazioni neopromosse: l’Olimpia sarà infatti ospite della Pallacanestro
Trieste mentre la Virtus giocherà nel weekend del 29 settembre in casa della
Trapani Shark.
Durante il periodo natalizio la Serie A Unipol
scenderà in campo con due turni: domenica 22 e domenica
29 dicembre.
I PLAYOFF
Resta immutato il format dei playoff scudetto,
che si disputeranno con serie al meglio delle 5 gare. Le date della post-season
verranno ufficializzate in base alla partecipazione o meno di squadre italiane
alle fasi finali delle competizioni europee per club.
LA FRECCIAROSSA FINAL EIGHT 2025 A TORINO DAL 12 AL 16 FEBBRAIO
Le migliori 8 squadre al termine del girone di
andata si sfideranno anche quest’anno all’Inalpi Arena di Torino per la
Frecciarossa Final Eight che assegnerà la Coppa Italia dal 12 al 16 febbraio
2025.
LE DATE DELLE COMPETIZIONI EUROPEE PER CLUB
EUROLEGA - Per quanto riguarda le competizioni europee
per club, l'Eurolega vedrà protagoniste anche in questa stagione due squadre
italiane: l’EA7 Emporio Armani Milano e la Virtus Segafredo Bologna.
L’Olimpia esordirà giovedì 3 ottobre sul
parquet dell’AS Monaco mentre la Virtus aprirà
ospitando l’Anadolu Efes Istanbul. I derby tra le due formazioni
tricolori in regular season sono in programma per i Round 7 e 33: si giocherà
pertanto all’Unipol Forum giovedì 31 ottobre 2024 mentre il ritorno si
disputerà alla Segafredo Arena venerdì 4 aprile 2025.
Anche quest’anno, si qualificano direttamente
alla post-season le prime sei squadre mentre le classificate dal 7° al 10°
posto si giocheranno l’accesso ai playoff tramite il play-in.
EUROCUP - L’EuroCup vedrà al via per l’Italia due
squadre: la Dolomiti Energia Trentino (Gruppo A) e l’Umana Reyer Venezia
(Gruppo B). La regular season comincerà martedì 24 settembre 2024 e terminerà
mercoledì 5 febbraio 2025. Si qualificano alla post-season le prime sei squadre
classificate di ogni girone.
Trento inizierà il proprio cammino a Las
Palmas sul parquet del Dreamland Gran Canaria martedì 24 settembre mentre Venezia
ospiterà i greci dell’Aris Salonicco il giorno successivo, mercoledì 25
settembre, al Taliercio.
BASKETBALL CHAMPIONS LEAGUE - La regular season della Basketball Champions
League prenderà invece il via martedì 1° ottobre e vedrà impegnate UNAHOTELS
Reggio Emilia (Gruppo F) e Bertram Derthona Tortona (Gruppo G).
Per la formazione biancorossa, la prima partita della propria
stagione continentale sarà martedì 1° ottobre in casa contro i lituani del
Rytas Vilnius mentre i piemontesi ospiteranno il giorno seguente, mercoledì 2
ottobre, i tedeschi dei NINERS Chemnitz.
Cercherà di strappare il pass per la regular season di BCL anche
il Banco di Sardegna Sassari, attraverso un torneo di qualificazione previsto
ad Antalya (Turchia) nella terza settimana di settembre, in cui la sola
vincitrice del raggruppamento accederà alla prima fase a gironi. La Dinamo
comincerà il proprio cammino nel Qualification Round Tournament direttamente
dalla semifinale, in programma venerdì 20 settembre alle 20.30 italiane
affrontando la vincitrice del quarto tra Spartak Subotica (Serbia) e Juventus
Utena (Lituania). La finale è prevista per domenica 22 settembre.
LE FINESTRE PER LE NAZIONALI
In questa stagione sono previste due finestre dedicate alle attività delle Nazionali e in particolare alla disputa di partite valide per la qualificazione ad EuroBasket 2025: la prima a metà novembre e la seconda a fine febbraio dopo la Frecciarossa Final Eight 2025.
Si conclude la quattordicesima edizione di questo FantaNBA di Basket City, che incorona per la prima volta Simo come vincitore. Di seguito i risultati del pronostico delle Finals e la classifica finale.
NBA FINALS
Boston Celtics - Dallas Mavericks 4-1 MVP: Jaylen Brown
Classifica Finals
Rob 6+2+3
Silvio 6
Matteo 4
Simo 2
Samu 2
Max D. 0
Manq 0
Alby 0
Max 0
Dado 0
Davide 0
Damiano 0
Stipe 0
Sciain 0
Classifica generale
Simo 27
Rob 22
Samu 20
Silvio 17
Alby 16
Matteo 14
Max 14
Manq 13
Stipe 13
Davide 13
Damiano 12
Sciain 11
Dado 11
Max D 10
Siamo arrivati all'ultimo round, le finali NBA. I vostri pronostici vanno lasciati nei commenti a questo post (i commenti sono aperti, non è necessario iscriversi a Blogger) PRIMA della palla a 2 di gara-1. Ricordatevi che per quest'ultimo round i punteggi dei pronostici saranno raddoppiati, e ci sono in palio due punti ulteriori per chi indovinerà il nome dell'MVP delle Finali.
NBA FINALS
Boston Celtics - Dallas Mavericks
Classifica terzo turno:
Simo 4+3
Stipe 3
Dado 2
Davide 2
Damiano 2
Silvio 1
Max D 1
Matteo 1
Alby 1
Manq 1
Max 1
Samu 1
Sciain 1
Rob 1
Classifica Generale:
Simo 25
Samu 18
Alby 16
Max 14
Manq 13
Stipe 13
Davide 13
Damiano 12
Sciain 11
Silvio 11
Rob 11
Dado 11
Max D 10
Matteo 10
Questi sono gli abbinamenti delle finali di conference dei playoff NBA. I vostri pronostici vanno lasciati nei commenti a questo post prima dell'inizio della prima partita di gara-1.
(1) Boston Celtics - (6) Indiana Pacers
(3) Minnesota Timberwolves - (5) Dallas Mavericks
Classifica 2° turno:
Alby 7+3
Davide 6
Max 6
Max D 4
Damiano 4
Simo 4
Manq 4
Matteo 3
Samu 3
Sciain 3
Stipe 1
Silvio 1
Dado 1
Rob 1
Classifica Generale:
Simo 18
Samu 17
Alby 15
Max 13
Manq 12
Davide 11
Damiano 10
Sciain 10
Silvio 10
Rob 10
Stipe 10
Max D 9
Matteo 9
Dado 9
Questi sono gli abbinamenti del secondo turno dei playoff NBA. I vostri pronostici vanno lasciati nei commenti a questo post prima dell'inizio della prima partita di gara-1.
Eastern Conference
(1) Boston - (4-5) Cleveland
(2) New York - (6) Indiana
Western Conference
(1) Oklahoma City - (5) Dallas
(2) Denver - (3) Minnesota
Classifica primo turno:
Samu 11+3
Simo 11+3
Silvio 9
Rob 9
Stipe 9
Dado 8
Manq 8
Max 7
Sciain 7
Matteo 6
Damiano 6
Max D. 5
Alby 5
Davide 5
Anche quest'anno ci risiamo! I playoff NBA sono alle porte, quindi Basket City lancia la tredicesima edizione del gioco a pronostici. Non si vince niente, se non il diritto a sfottersi in malo modo fino all'anno seguente.
Per chi negli anni scorsi non ha partecipato, o ha dimenticato le regole, le riscriviamo qua sotto.
Ognuno dei partecipanti dovrà semplicemente fare un pronostico per ogni serie di playoff e se indovinerà il punteggio esatto con cui terminerà la serie riceverà 3 punti, in caso di punteggio errato ma comunque vittoria della squadra pronosticata 1 punto, in caso contrario la bellezza di 0 punti.
Al vincitore di ogni turno (1°-2°-finali di conference-finali assolute) andrà anche un bonus di 3 punti ulteriori.
Nella finale assoluta verrà chiesto anche il nome del MVP: indovinarlo vale due punti.
I pronostici vanno inviati (nei commenti ai post che verranno fatti per ogni turno) prima dell'inizio della prima partita di gara-1 di ogni turno di playoff. I pronostici inviati in ritardo rispetto alla scadenza non saranno considerati, e il concorrente si prenderà 0 punti per il turno in questione.
Ringraziamo once again per l'idea il forum di Ondarock visto che le prime edizioni di questo FantaNBA le abbiamo giocate lì.
Per chi vuole partecipare, basta lasciare un commento qua sotto! (Potete già lasciare i pronostici relativi al primo turno).
EASTERN CONFERENCE
(1) Boston - (8) Miami
(2) New York - (7) Philadelphia
(3) Milwaukee - (6) Indiana
(4) Cleveland - (5) Orlando
WESTERN CONFERENCE
(1) OKC - (8) New Orleans
(2) Denver - (7) L.A. Lakers
(3) Minnesota - (6) Phoenix
(4) L.A. Clippers- (5) Dallas
(pubblicato originariamente su Overtime il 7 giugno 2020)
So I’ll never say die, I’m never untrue
I’m never so high as when I’m with you
And there isn’t a fire, that I wouldn’t walk through
My army of one is going to fight for you
Raccontare Allen Iverson è impossibile, perché tutto quello che c’è da dire su Allen Iverson è già stato raccontato da qualcuno che l’ha fatto prima di me e soprattutto meglio di me. Non è possibile farlo per cifre, perché tra i trenta punti della partita d’esordio e i 13 della sua ultima apparizione in maglia Sixers sappiamo già tutto.
Non è nemmeno possibile farlo per aneddoti perché tutti noi che amiamo la palla a spicchi abbiamo scolpiti nella mente il crossover a Michael Jordan nell’anno da rookie, AI che solleva il Maurice Podoloff Trophy, la camminata con cui scavalca Tyronn Lue nelle Finals del 2001, la conferenza stampa talkin’about practice, il premio di MVP dell’All-Star Game e where’s my coach? sappiamo già tutto. Serve un’altra chiave di lettura, chiamiamola intimistica se credete. Raccontare Allen Ezail Iverson attraverso quello che ha scaturito in una generazione di appassionati di basket.
Stupore.
Uno scricciolo di un metro e ottantatré (misurato con le scarpe, com’era in voga all’epoca) per accreditati 74 chili non può vincere in questa lega di colossi. Non può farlo, perché se sei un metro e ottanta o giù di lì ti portano in post basso anche in C gold e non c’è mismatch che tenga, se anche in attacco superi il tuo marcatore arriva il lungone in aiuto e sono dolori. Figurarsi vincere quattro titoli come miglior realizzatore NBA, figurarsi diventare il faro di una città che era orfana di grandi campioni dall’addio di Charles Barkley e che era precipitata a un misero 18-64 prima dell’arrivo del numero 3 da Georgetown. Una scelta che ad alcuni fece quasi storcere la bocca, un po’ perché c’era Marcus Camby che all’epoca sembrava molto più NBA-ready, se non altro per la prestanza fisica, un po’ per certe cattive frequentazioni del figlio di Ann Iverson, che sembravano poterne minare la capacità di restare focused on basketball, al netto del talento che era parso da subito a tutti abbastanza palese – ma non era così scontato che i quattro mesi trascorsi in galera a diciassette anni avrebbero contribuito a mettere insieme una durezza mentale senza pari. Auspicabile sì, ma non scontato. Così come non era scontato che Iverson avrebbe scelto il basket: in fondo, nel 1993 vinse l’Associated Press Award come High School Player of the Year della Virginia nel basket ma anche nel football americano. Federico Buffa riportava su di lui una battuta divertente, ma forse vera solo in parte: Iverson scelse di giocare a basket anziché a football perché nel basket non era obbligato a passare la palla. Ma alla fine, col senno di poi, ventiquattro anni dopo, leggiamo quello che Allen è riuscito a fare in NBA, spesso solo contro tutti: un esercito di una sola persona che ha giocato 11 all-star game consecutivi, ha vinto il titolo di MVP nel 2001, quando ha guidato la Lega sia per punti che per palle rubate, impresa peraltro bissata l’anno successivo. La prima impressione che si ha, guardando Iverson nei suoi pantaloncini oversize e poi leggendo le nude cifre che è stato capace di mettere insieme, è quella di stupore. Come può un uomo così gracile aver saputo fare quello che ha fatto, combattendo notte dopo notte contro i più forti giocatori di basket al mondo?
Meraviglia.
Sono giunto a una conclusione di cui voglio mettervi a parte: si può anche non amare Iverson – anche se personalmente non so bene come ciò possa essere possibile – ma è impossibile negare che sia stato uno dei giocatori che più ci ha fatti restare a bocca aperta, ci ha regalato quel fremito sotto pelle che ci accompagna quando abbiamo la sensazione che qualcosa di spettacolare stia per succedere. Diventiamo sordi e impermeabili dietro al noioso e stucchevole ritornello di chi ci ripete che con lui non si sarebbe mai potuto vincere il titolo, che alla lunga vincere è la sola cosa di cui ci si ricorda, e lo diventiamo per un fatto che è personale e insieme squisitamente tecnico. Possiamo anche staccare Allen dal suo background, possiamo non sapere niente di lui e di tutto quello che ha dovuto attraversare, nella vita e nel basket, per arrivare dove è arrivato, e pertanto astrarci da quella categoria dei beautiful losers che rende certi giocatori degni di essere amati forse anche al di sopra dei loro effettivi meriti cestistici. Possiamo farlo. Eppure, vedendo Iverson sul parquet, vederlo tuffarsi su ogni pallone in difesa, o buttarsi dentro l’area incurante dei contatti, vederlo andare al ferro o arrestarsi dietro l’arco per una tripla, ci restituisce quel senso di autentica meraviglia che ci fa diventare come il colonnello Aureliano Buendìa che da bambino va a conoscere il ghiaccio. Gli highlight delle migliori giocate di Iverson sono uno dei video di basket che ho guardato più spesso su YouTube, il DVD che lo racconta quello che più ho consumato. Aver potuto vedere all’opera un giocatore simile mi ha trasmesso la stessa sensazione che avevo avuto da bambino la prima volta che ho letto un fumetto di Spider-Man, che all’epoca si chiamava L’Uomo Ragno: ogni volta che lo vedevo arrampicarsi su una parete o volteggiare tra i grattacieli, mi chiedevo: “ma come fa?” E la stessa cosa mi è capitata guardando Iverson sul rettangolo di gioco. Vederlo fare cose che non avrebbe potuto fare, con quel fisico così normale paragonato ai giganti della NBA, mi ha restituito quel sense of wonder che è, sostanzialmente, alla base di tutta la letteratura fantascientifica mondiale, in lui trasposto sul campo da basket.
Rispetto.
Once I had my heroes
Once I had my dreams
But all of that is changed now
They’ve turned things inside out
The truth is not that comfortable, no
That’s when I reach for my revolver è una canzone della post-punk band Mission of Burma pubblicata nel 1981 e portata alla fama nel 1996 dall’artista inglese Moby. Giorno più giorno meno, la canzone cercava di farsi strada tra le hit (inglesi, soprattutto) mentre Iverson sudava ai training camp prestagionali coi Sixers. Quella che potete ascoltare nel video è la mia versione preferita di questo brano, che ha un background abbastanza complicato e che in questa sede è inutile spiegare. Il punto, tornando ad Allen Ezail, è che è stato sempre impermeabile a tutte le critiche che gli sono piovute addosso, principalmente perché per lui restare fedele a sé stesso non era importante, era l’unica cosa che contava. E la reazione a chi riesce a giudicare un giocatore come Iverson solo attraverso parametri come vittorie, sconfitte, anelli è istintiva. Quando sento qualcuno limitarsi a dire “Iverson non è un grande perché non ha mai vinto l’anello”, that’s when I reach for my revolver. Iverson ce l’ha detto chiaro e tondo. I don’t wanna be Jordan, I don’t wanna be Bird or Isiah, I don’t wanna be any of these guys. I want to look in the mirror and say I did it my way. E lo ha fatto, oh se lo ha fatto. Pagandone fino in fondo le conseguenze. Ma cosa ne ha avuto in cambio? L’amore incondizionato di milioni di tifosi nel mondo, che riconoscevano in lui non solo un giocatore di basket, direi piuttosto un modello, giusto o sbagliato, un’icona non tanto – o meglio, non solo – di un certo street style fatto di tatuaggi, abbigliamento oversize e rap politicamente scorretto, quanto piuttosto di un modo di giocare fatto di intensità e inventiva, cattiveria agonistica e creatività, velocità e durezza mentale, che non prevedeva altra opzione che non fosse quella di lasciare sul parquet ogni singola goccia di sudore, ogni stilla di energia, ogni briciola del proprio talento. E allora, se anche non ne avevi fatto il tuo idolo, dovevi comunque portargli rispetto.
Gratitudine.
La foto di copertina della rivista ufficiale della NBA dell’epoca, con Allen a torso nudo ma coi tatuaggi cancellati col fotoritocco. L’introduzione dell’NBA dress code, ovviamente applicato a tutti i giocatori ma in un certo senso modulato per limitare lui. Il suo disco di hip-hop che doveva vedere la luce nel 2000 e a cui David Stern chiese di modificare una parte del testo di una canzone, perché conteneva un linguaggio offensivo e violento, e che alla fine non venne pubblicato, su richiesta dello stesso Iverson, perché non esisteva, non esiste e non potrà mai esistere una versione edulcorata di Allen Ezail Iverson. Esisterà sempre questo army of one, che ha saputo venir fuori da difficoltà che molti di noi possono solo immaginare, che non era disposto ad essere un criceto in gabbia che si limitava a correre sulla ruota dello star system, ma che ne ha creato uno nuovo, plasmato a sua immagine e somiglianza, che aveva come unica opzione possibile il take it or leave it, prendere o lasciare. E ha funzionato: la cosa veramente fantastica, che gli permette ancora oggi di camminare a testa alta, è che ha funzionato. Gli ha permesso di accumulare premi individuali, di raggiungere le finali NBA con una squadra che tolto lui avrebbe faticato a raggiungere le top 16 di Eurolega, di rompere le uova nel paniere dei Lakers forse più forti di sempre, che sognavano il percorso netto nei playoff e che invece hanno visto il loro sogno infrangersi lì, sul granello di sabbia che danneggiava l’ingranaggio ben oliato, sulla variabile impazzita nel sistema altrimenti perfetto. Possiamo parlare quanto vogliamo di advanced stats, di schemi per l’attacco alla difesa schierata, di gestione della transizione offensiva, di come giocare bene un pick and roll, di quale sia un buon tiro da tre e quale no, di cosa significhi poter ridurre a matematica ed analisi ogni singolo aspetto di un gioco che è anche e sarà sempre contatti, sudore, sofferenza, imprevedibilità. Possiamo farlo e ha senso farlo, ne sono consapevole. Eppure c’è sempre quella canotta numero 3 dei Philadelphia 76ers che smuove quel qualcosa che sta lì, sopra lo stomaco e in mezzo ai polmoni, e ti ricorda che davvero, in fine e in fondo, se non c’è qualcosa che ti smuove gli istinti e le emozioni, beh, allora tutto il resto crolla come un castello di carte.
Strange infatuation seems to grace the evening tide
I’ll take it by your side
Such imagination seems to help the feeling slide
I’ll take it by your side
Instant correlation sucks and breeds a pack of lies
I’ll take it by your side
Over saturation curls the skin and tans the hide
I’ll take it by your side
Si conclude la dodicesima edizione di questo FantaNBA di Basket City, che incorona ancora una volta Stipe come vincitore. Di seguito i risultati del pronostico delle Finals e la classifica finale.
NBA FINALS
Denver Nuggets - Miami Heat 4-1 MVP: Nikola Jokic
Classifica Finals
Stipe 6+2+3
Manq 6+2+3
Rob 2+2
Max 2+2
Ciccio 2+2
Samu 2+2
Simo 2+2
Dado 2+2
Sciain 2+2
Alby 0
Silvio 0
MAM n.p.
Fraca84 n.p.
Classifica generale
Stipe 33
Sciain 29
Dado 24
Manq 19
Alby 18
Simo 18
Max 17
Silvio 13
Samu 13
Rob 12
Ciccio 12
MAM 12
Fraca84 9