mercoledì, maggio 31, 2017

Luca Tremolada, ovvero quando calcio e basket vanno a braccetto.

Metti che ti capita di intervistare Luca Tremolada, fantasista che attualmente milita nella Virtus Entella nella serie B di calcio italiana, già in forza all'Arezzo dove per la prima volta in carriera è andato in doppia cifra di gol.  Un passato nelle giovanili dell'Inter e la maglia azzurra nell'Under 18, Under 19 e Under 20, scusate del poco.  Metti che tu sai che il calciatore in questione è un grande appassionato di basket nonché grande amico di uno dei migliori prodotti del basket nostrano, Pietro Aradori. Ora, tralasciando per un attimo il fatto che quando Tremolada giocava nella squadra della tua città faceva queste cose qua


                                                               (ma anche altre, eh)

come fai a non mettere per un attimo da parte il calcio, e concentrarti sul basket? Ecco, questo è quello che è stato fatto, un'intervista dove si parla di basket e in modo abbastanza marginale di calcio. Con la ragionevole certezza che il meglio per la sua carriera da sportivo abbia ancora da venire, ladies and gents, ecco a voi Luca Tremolada, anima di cestista prestato al calcio e mai più restituito.

1. Buongiorno Luca e grazie per aver accettato di fare questa chiacchierata. Dai tuoi profili social, si capisce che sei un grande appassionato di pallacanestro, quindi la prima domanda è obbligatoria: da dove nasce questa tua passione?
Nasce per tanti motivi, da piccolino ci giocavo spesso, anche se poi ero più bravo a calcio e naturalmente facendo le giovanili all'Inter mi sono concentrato solo sul calcio.. era la mia grande passione e naturalmente ho abbandonato il basket. 

2. E com'è che sei “finito” a fare il calciatore?
Speravo di diventarlo da sempre, la passione per il calcio era una cosa molto diversa rispetto a quella per il basket... Ce l'ho fatta ed è la soddisfazione più grande.

3. Il tuo è un modo di giocare a calcio fatto di estro, di invenzioni, di giocate ad effetto:  credi di aver preso qualcosa dalla pallacanestro nel modo di interpretare lo sport?
Assolutamente si! Più che per le giocate credo per la mentalità con cui i giocatori di basket affrontano le partite... Estro, fantasia, far divertire i tifosi, creare uno show per loro è fondamentale quanto la vittoria, e lo è anche per me. È troppo importante divertirsi giocando, perché se mi diverto io, si divertono anche loro...

4. Lasciamo un attimo da parte il rettangolo verde e concentriamoci su quello di parquet:  di quale squadra sei tifoso in Italia? E negli USA?
In NBA sono sempre stato un tifoso di LeBron, quello degli ultimi anni è un qualcosa di incredibile, pazzesco... Quindi dico Cavs, anche se guardo spesso Golden State che è spettacolare. Quest'anno è stata una bellissima regolar season, tra Westbrook, Harden, i Boston Celtics... woow! 
In Italia tifo i miei amici, non ho una squadra in particolare. Soprattutto tifo il mio bros Pietro Aradori. Fenomeno.

Foto tratta da Instagram @lucatremo: da sinistra a destra abbiamo
Aradori, Gallinari, Tremolada, Serginho. Anche qui, scusate del poco.

5. Come si spiega, secondo te, il fatto che siamo arrivati ad avere 4 italiani contemporaneamente in NBA, ma la nostra nazionale non riesce più a ripetere i risultati ottenuti nel periodo a cavallo del 2000?
Penso che quello della NBA sia un mondo totalmente diverso rispetto alla nazionale e ai giocatori italiani... Due stili differenti di gioco, dove spesso hanno fatto la differenza i particolari... però penso che la nazionale sia forte, e l'ultimo europeo è stato spettacolare, con vittorie incredibili: ancora mi ricordo Flavio tranquillo che urla "Danilo stepback Danilo stepback"!

6. Una domanda “scivolosa”:  quali sono secondo te i giocatori italiani più sopravvalutati e più sottovalutati?
No guarda su questa proprio non lo so... però penso che ci sono giocatori italiani, come Pietro, che valgono tranquillamente gli americani! 

7. Tempo fa Steve Nash dichiarò che gli sarebbe piaciuto concludere la carriera da sportivo giocando a calcio per un anno, magari in Italia. A te piacerebbe fare il percorso inverso? Ci hai mai pensato?
Ahahaha no, mai! Ogni tanto gioco ai campetti ma giocare "seriamente" sarebbe un'altra cosa... quando finirò la carriera di calciatore giocherò molto più a basket che a calcio, questo è sicurissimo. 

8. In un’intervista di qualche tempo fa, hai detto che avresti voluto avere un allenatore come Capuano qualche anno prima, perché la tua carriera ne avrebbe beneficiato.  Nel basket poi, il ruolo di un allenatore è ancora più determinante rispetto al calcio.  Quali sono i tuoi preferiti, e chi pensi che sia il migliore per far “crescere” un giocatore?
Gli allenatori fanno la differenza, sopratutto se hanno in squadra giocatori di talento, che devono essere capiti, messi in un contesto e fatti emergere. Ce ne sono pochi che pensano a far crescere i giocatori e la squadra, ma piuttosto si pensa prima alla vittoria. 

9. Tre pronostici secchi:  chi vince lo scudetto di basket, chi le finali NBA, e chi la finale di Champions League di calcio?
Dico Milano, i Cavs e la Juventus.

10. Ultima domanda:  dove giocherà Luca Tremolada il prossimo anno?
Ancora non lo so, vediamo un po' quello che succede... Ho un contratto e parlerò con la massima serenità con la società per trovare la soluzione migliore per entrambi, che potrebbe essere anche continuare insieme, quindi vedremo...

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