venerdì, maggio 09, 2008

Basket City Awards 2008

Terminata la regular season NBA, sono stati assegnati i "consueti" premi stagionali, che brevemente riepiloghiamo per dover di cronaca, e che vanno integrati con degli altri premi, diremmo dell'intangibilità, che ci siamo sentiti in dovere di assegnare a chi, per un motivo o per un altro, ci ha maggiormente colpito nel corso di questa stagione fin qui a tinte decisamente biancoverdi-gialloviola, in ossequio alla moda del revival anni 80 che impazza un po' in tutto il mondo.

PREMI UFFICIALI NBA
MVP:
Kobe Bryant (vedere articolo precedente)
Most Improved Player: Hidayet Turkoglu (Orlando Magic)
Difensore dell'anno: Kevin Garnett (Boston Celtics)
Sesto Uomo: Emanuel Ginobili (San Antonio Spurs)
Rookie dell'anno:
Kevin Durant (Seattle Sonics)
Coach dell'anno: Byron Scott (New Orleans Hornets)

Una volta tanto, sono premi poco eccepibili, nel senso che non c'erano alternative serie ai nominati, e le giurie hanno preferito andare sul sicuro dopo le magate degli scorsi anni. Casomai, si può obiettare qualcosa sui quintetti post-stagionali, a parte il primo, che va liscio come l'olio con Chris Paul, Kobe Bryant, LeBron James, Kevin Garnett e Dwight Howard.

Oltre a questi premi, che ci trovano d'accordo e che nella loro "scontatezza" sono tutti meritatissimi, ce ne sarebbero però altri da assegnare, per i motivi più disparati, ed è di questi che vorremmo brevemente disquisire in questa sede. Partiamo dal primo:

MBTP (Most Badly Treated Player, o Giocatore più bistrattato): Marco Belinelli (Golden State Warriors).
Dopo una preseason all'insegna dello spettacolo, con il famoso trentasettello che abbiamo tutti negli occhi e nel cuore, dopo l'etichetta di steal of the draft 2007, dopo il settimo posto nel ranking prestagionale dei rookie, ecco la doccia fredda, anzi, freddissima. Belinelli Marco da San Giovanni in Persiceto cade nel dimenticatoio più nero. Ma da subito, proprio. Pochi spiccioli di partite, a volte DNP anche quando i Warriors vincono di trenta. Subisce persino l'onta della proposta di venire "retrocesso" in D-League, la lega delle riserve. Giustamente si ribella e rifiuta. Dopo i 14 minuti giocati contro i Bobcats il primo febbraio, toccherà il parquet (per 41 secondi) il cinque di marzo, sempre contro Charlotte. Termina la stagione con 95 punti segnati. Uniche soddisfazioni della stagione, per lui, i 13 punti contro i Grizzlies del 4 aprile e i 17 in 19 minuti contro i Sonics nella gara che chiudeva la stagione.

MDP (Most Disappointing Player): Jason Kidd (limitatamente al periodo ai Dallas Mavs).
Complice un rapporto mai instaurato con Avery Johnson, poi licenziato, l'inserimento di JFK alla squadra che lo scelse nel draft del 1994 è stato talmente problematico da non essere mai avvenuto. Si aveva la sensazione, guardando giocare i Mavericks, che Kidd non avesse ancora imparato gli schemi, e infatti arrivavano grandi giocate in campo aperto e bruttissime gestioni dell'attacco a difesa schierata. Logica conseguenza di questa situazione, l'eliminazione in malo modo al primo turno contro la squadra del miglior play sulla piazza. Unica soddisfazione, la centesima tripla doppia in carriera, ennesimo mattoncino di una carriera ormai leggendaria.


MWP (Most Worsened Player): Ben Gordon (Chicago Bulls)
Lo ammettiamo. Avevamo la tentazione di dire Andrea Bargnani, perché invece della tanto sperata esplosione c'è stata casomai un'involuzione. Ma il Mago ha delle giustificazioni, che risiedono essenzialmente in un losco figuro di cui diremo più sotto. Quindi, la scelta su questo ambitissimo premio cade su "Big Ben" Gordon,
leader di questi Chicago Bulls che rappresentano la vera delusione della stagione: dopo esser stati capaci di vincere la prima serie di playoff da quando li hanno abbandonati il 23 e il 33, sono riusciti nella poco lodevole impresa di "ribaltare" il record dello scorso anno, da 49-33 a 33-49. E quindi, il primo responsabile non può che essere il giocatore che ha usurpato la maglia di Toni Kukoc...
Menzione speciale anche per Carmelo Anthony: che fine ha fatto il clutch player che trascinava Syracuse prima e Denver poi con i suoi tiri in torsione all'ultimo secondo?

MAP (Most Anonimous Player): Keith Bogans (Orlando Magic).
Lo ammettiamo. la tentazione era anche qui quella di fare il nome di Andrea Bargnani, che - come detto sopra - dalla sua ha delle attenuanti che più avanti vi saranno rivelate. Ma il sesto uomo degli Orlando Magic, che ad Est sono decisamente una realtà, quinto per minutaggio anche se scalzato dal quintetto da Maurice Evans, è uno di quegli enigmi che la NBA ogni tanto propone e che per chi scrive sono di difficile risolvibilità. Bogans non ha punti nelle mani (in quattro anni nella lega, mai in doppia cifra), non ha buone percentuali (sotto il 40% in carriera), per essere una guardia tira maluccio i liberi (70% in carriera), non è un passatore sopraffino, non recupera e non perde un numero considerevole di palloni. A parte venire da Kentucky, che meriti ha, direte voi? Ce lo stiamo chiedendo anche noi...

MSC (Most Stupid Coach): Mike Mitchell (Toronto Raptors).
E non è che ci sarebbe da aggiungere molto altro. Se non che, a giustificazione di quanto diciamo, basti dire che affida i finali di partita a TJ Ford, tenendo in panchina Calderon, uno dei migliori nella Lega per rapporto assist/palle perse.


CP (Cursed Players): Joakim Noah (Chicago Bulls) e Corey Brewer (Minnesota T'Wolves).
Qui la faccenda sarebbe lunghetta da spiegare per esteso. Vi rimandiamo, per maggiori dettagli, a
questo articolo.

OPEC (O' Piezz' 'E Core) Players: ovvero, quelli che un posticino nel cuore di chi scrive ce l'avranno sempre, anche se magari li hanno fatti fuori dai quintetti post-stagionali, in alcuni casi motivatamente, in altri inspiegabilmente. In altre parole, il "nostro" primo quintetto-ombra.
PG Jason Williams. Magari un giorno qualcuno ci spiegherà perché, nella disastratissima e disgraziata oltre ogni possibile previsione stagione 2007-2008 dei Miami Heat, i suoi minuti sono diminuiti ed è diminuita la fiducia in quello che è stato uno dei giocatori chiave della scalata al titolo 2006.
SG Allen Iverson. Perché è uno che finché gioca nei quintetti post-stagionali ci deve stare, per forza. Specialmente quest'anno che è entrato nella Top 20 dei marcatori ogni epoca della Lega. E invece niente. Colpa della famosa lite con David "Matarrese" Stern sull'abbigliamento?
Altro nominato per il ruolo, diciamo "sesto uomo", Michael Redd. Ma anche qui, facciamo prima a rimandarvi ad un altro articolo.
SF Tayshaun Prince. Uno che ama veramente il basket non può che adorare il Principe. Il suo stare lontano dai riflettori, per poi snocciolare la giocata decisiva quando serve ne fa uno dei nostri miti personali. Aggiungeteci che gioca in quella che può essere definita presumibilmente una delle squadre NBA più solide e rodate da diversi anni a questa parte (e non è un caso se per il sesto anno di fila sono approdati alla Finale di Conference). Mai stato neanche messo in un terzo quintetto All-NBA, neanche per sbaglio.
PF David West. Ora, in effetti il Most Improved Player non glielo si poteva dare perché questo era giocatore solido anche lo scorso anno. Però ecco, ad oggi nel ruolo non è che ci siano tantissimi interpreti più forti di lui, che infatti è spesso destinatario di assist al bacio di quel Chris Paul di cui invece tutti non possono far altro che dire bene. Ignorato da tutti o quasi, se la canta e se la suona, e - vada come vada la serie con San Antonio - gli Spurs si ricorderanno a lungo della passata di cencio che gli ha dato in gara-5.
C Tyson Chandler. Un cuore grosso come una casa, migliore della Lega alla voce offensive rebounds, Hornets secondi nella Western Conference (e alzi la mano chi ci avrebbe scommesso un centesimo), e nei quintetti post-stagionali ci mettono Yao Ming, il cui merito maggiore in questo campionato è di NON aver giocato nella striscia delle 22 vittorie dei Rockets. Francamente mi sarei incazzato anch'io, al posto suo.

4 commenti:

Junio Claudio ha detto...

Se continua così, credo cheil Principe si prenderà prestissimo soddisfazioni ben più grandi...

sasha ha detto...

Concordo su tutto...soprattutto il quintetto ombra! Credo che Tyson C. sarà un grosso problema per Pau "Ga-soft" se N.O. passa il turno... Posso cambiare il mio pronostico per il titolo e dire che vince Detroit?!?

Stipe ha detto...

Su Mitchell d'accordo al 100%. Invece al posto di Gordon l'avrei dato direttamente ad Anthony

Anonimo ha detto...

Come al solito Saras, sei stato "ottimo e abbondante" e soprattutto quotabile al 100%!!

Certo poi, al cuor nn si comanda ed allora un knickerbocker (oh, nn se ne vede più uno in giro...) avrebbe potuto trovare un posticino per Stephon Lotto-bury e per "Zeke" Thomas, ma tant'è...(PHL79)

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